Nuovo Esame Avvocato 2026: Tutte le Novità da Conoscere

Il decreto-legge n. 100/2026 ha rivoluzionato l'esame di abilitazione forense, introducendo modifiche sostanziali che impattano sia la struttura delle prove sia le modalità di svolgimento. Chi si prepara a sostenere il nuovo esame avvocato 2026 deve confrontarsi con un sistema che torna alle origini, ripristinando le due prove scritte in presenza dopo l'esperienza telematica degli anni precedenti. Le nuove regole, pubblicate in Gazzetta Ufficiale e applicabili già dalla prossima sessione, ridisegnano completamente il percorso di abilitazione alla professione forense, richiedendo un approccio strategico diverso e una preparazione mirata che tenga conto delle specificità delle singole prove.

Le due prove scritte: struttura e contenuti

Il cuore della riforma riguarda la reintroduzione delle due prove scritte distinte, entrambe da sostenere in presenza presso le sedi indicate dalle commissioni. Una scelta che segna il ritorno a una formula tradizionale, abbandonando definitivamente il formato digitale introdotto durante l'emergenza sanitaria.

La prima prova consiste nella redazione di un parere motivato in una delle seguenti materie:

  • Diritto civile
  • Diritto penale
  • Diritto amministrativo

La seconda prova richiede invece la stesura di un atto giudiziario nella medesima materia scelta per il parere. Questa impostazione permette al candidato di specializzarsi in un unico ambito giuridico, dimostrando competenza sia nella capacità di analisi teorica sia nelle abilità redazionali pratiche.

Come evidenziato dal decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ogni prova ha una durata di sette ore e si svolge in giorni diversi, garantendo ai candidati il tempo necessario per affrontare ciascuna traccia con la dovuta concentrazione.

Codici annotati: cosa si può portare

Una delle novità più significative riguarda l'uso dei codici annotati con la giurisprudenza durante le prove scritte. Non più solo testi normativi nudi e crudi, ma raccolte che includono massime giurisprudenziali e note esplicative.

Questa possibilità cambia radicalmente l'approccio alla preparazione. I candidati devono:

  1. Familiarizzare con i propri codici annotati
  2. Conoscere dove trovare rapidamente le massime rilevanti
  3. Saper integrare i riferimenti giurisprudenziali negli elaborati
  4. Evitare di dipendere eccessivamente dai materiali consentiti

L'obiettivo della commissione è valutare non solo la conoscenza normativa, ma anche la capacità di orientarsi nella giurisprudenza consolidata e di applicarla ai casi concreti. Chi si limita a copiare passaggi dai codici senza elaborazione critica rischia di produrre elaborati superficiali e poco convincenti.

Criteri di valutazione e punteggi

Il nuovo esame avvocato 2026 introduce anche modifiche nei criteri di valutazione e nell'attribuzione dei punteggi. Ogni prova scritta viene valutata in trentesimi, con un punteggio minimo di 18/30 richiesto per il superamento.

Elemento valutato Peso nella correzione Aspetti chiave
Sostanza giuridica Alto Correttezza delle soluzioni, completezza dell'analisi
Struttura dell'elaborato Medio-alto Organizzazione logica, chiarezza espositiva
Forma e scrittura Medio Proprietà di linguaggio, sintassi, eliminazione errori
Riferimenti normativi Medio Citazioni corrette, uso appropriato delle fonti
Giurisprudenza Medio-alto Integrazione pertinente delle massime rilevanti

La somma dei voti delle due prove scritte determina l'ammissione alla prova orale. Solo chi totalizza almeno 36 punti complessivi può accedere alla fase successiva, il che significa che compensare una prova mediocre con un'eccellente nell'altra diventa strategicamente possibile.

Secondo quanto riportato dalla riforma approvata nel 2026, le commissioni dispongono di linee guida nazionali per garantire uniformità nei criteri valutativi, riducendo le storiche disparità territoriali che penalizzavano i candidati in alcune sedi.

Tempi di correzione e pubblicazione

Un aspetto critico riguarda i tempi tecnici necessari per la correzione degli elaborati. Con il ritorno alle prove scritte in presenza, molti praticanti si chiedono quanto dovranno attendere prima di conoscere gli esiti.

Le disposizioni prevedono che le commissioni pubblichino i risultati entro 90 giorni dalla conclusione delle prove scritte. Un termine che, pur sembrando lungo, rappresenta un impegno vincolante per gli organi esaminatori e offre certezza ai candidati sulla tempistica complessiva dell'esame.

La prova orale: cosa cambia

Anche la prova pratica orale subisce modifiche significative nel nuovo esame avvocato 2026. L'esame si articola in tre ambiti distinti, tutti obbligatori indipendentemente dalla materia scelta per le prove scritte.

Il candidato deve dimostrare competenza in:

  • Diritto sostanziale e processuale (nelle tre materie: civile, penale, amministrativo)
  • Deontologia forense e ordinamento professionale
  • Capacità di gestione pratica di un caso, inclusa l'analisi dei costi e delle strategie processuali

Questa impostazione valorizza la trasversalità delle competenze, richiedendo che ogni avvocato abilitato possieda almeno le conoscenze di base in tutti i settori del diritto. Chi ha scelto il penale per le prove scritte dovrà comunque prepararsi su elementi fondamentali di civile e amministrativo.

Durante l'orale, la commissione può sottoporre al candidato casi pratici da risolvere oralmente, simulando situazioni realistiche che un avvocato potrebbe affrontare nello studio. Non basta più recitare norme e principi: serve ragionare da professionista, individuare strategie difensive, ipotizzare soluzioni alternative.

La valutazione dell'orale avviene anch'essa in trentesimi, con punteggio minimo di 18/30. Il voto finale dell'esame deriva dalla media ponderata delle tre prove, con eventuale arrotondamento.

Regime transitorio e scuole forensi

Una questione delicata riguarda il regime transitorio per chi ha già iniziato il percorso formativo con le vecchie regole. Il decreto-legge prevede disposizioni specifiche per gestire questa fase di passaggio senza penalizzare i praticanti.

Chi ha iniziato la pratica forense prima dell'entrata in vigore delle nuove norme può scegliere se sostenere l'esame con le vecchie modalità (se ancora disponibili per la sessione in corso) o adeguarsi immediatamente al nuovo formato.

Le scuole forensi accreditate dal CNF mantengono validità per i crediti formativi già maturati. I praticanti che hanno completato parte del percorso formativo presso una scuola riconosciuta non devono ripetere le ore già svolte, ma possono integrarle secondo le nuove disposizioni.

Come spiegato nell'analisi delle nuove modalità dell’esame, le scuole forensi assumono un ruolo ancora più strategico nella preparazione, considerando la complessità delle prove e la necessità di un metodo strutturato per affrontarle.

Per chi cerca una preparazione specialistica in diritto penale, il corso intensivo scritto rappresenta un'opportunità per concentrare la formazione in sessioni settimanali compatibili con gli impegni della pratica, con simulazioni che affrontano un numero doppio di questioni rispetto alle tracce ufficiali e correzioni analitiche riga per riga.

Strategie di preparazione efficaci

Affrontare il nuovo esame avvocato 2026 richiede un metodo di studio strutturato che ottimizzi il tempo disponibile e massimizzi i risultati. Le principali strategie vincenti includono:

Pianificazione temporale

Iniziare presto è fondamentale. Chi punta alla sessione invernale dovrebbe avviare la preparazione intensiva almeno sei mesi prima, dedicando tempo quotidiano alla materia scelta.

La cadenza ideale prevede:

  1. Studio teorico approfondito (primi 2 mesi)
  2. Simulazioni settimanali di pareri (mesi 3-4)
  3. Simulazioni settimanali di atti (mesi 4-5)
  4. Ripasso mirato e ulteriori simulazioni (ultimo mese)

Simulazioni realistiche

Non basta studiare: serve scrivere continuamente. Ogni settimana almeno una simulazione completa, in condizioni realistiche (tempo limitato, solo codici annotati, nessuna interruzione).

Le simulazioni devono essere corrette analiticamente da professionisti esperti. Una correzione generica ("il parere è buono ma troppo lungo") non serve a nulla. Serve sapere esattamente quale passaggio è sbagliato, perché e come migliorarlo.

Uso strategico dei codici annotati

Conoscere i propri codici annotati significa:

  • Segnare con evidenziatori le norme più importanti
  • Inserire post-it per trovare rapidamente sezioni specifiche
  • Annotare a margine rimandi e collegamenti
  • Non esagerare con sottolineature e note che rendono il testo illeggibile

L'obiettivo è ridurre al minimo il tempo di ricerca durante le prove, massimizzando quello dedicato alla scrittura.

Differenze rispetto al vecchio sistema

Per chi ha già sostenuto l'esame con le regole precedenti o ha familiarità con il vecchio formato, le modifiche introdotte nel 2026 rappresentano un cambiamento radicale.

Aspetto Vecchio sistema Nuovo esame 2026
Numero prove scritte Una prova unica o tre prove Due prove distinte
Modalità svolgimento Telematica (anni recenti) In presenza
Materiali consentiti Solo codici non annotati Codici annotati con giurisprudenza
Durata prove Variabile (6-8 ore) Sette ore per prova
Specializzazione Obbligatoria su tutte le materie Scelta di una materia per scritti
Valutazione Idoneità o non idoneità Voti in trentesimi con punteggio minimo

Il ritorno alle prove in presenza elimina le problematiche tecniche che avevano caratterizzato gli esami telematici (connessioni instabili, problemi di digitazione, piattaforme complesse), ma richiede una maggiore resistenza fisica e concentrazione prolungata.

Competenze digitali vs competenze tradizionali

Paradossalmente, il nuovo esame avvocato 2026 riduce il peso delle competenze digitali, valorizzando nuovamente la scrittura a mano per chi sceglie questa modalità (alcune sedi potrebbero comunque offrire postazioni informatiche).

Questo significa riprendere confidenza con:

  • Scrittura manuale prolungata (sette ore)
  • Gestione degli spazi sul foglio
  • Correzioni e inserimenti ordinati
  • Leggibilità della calligrafia

Chi non scrive a mano da anni deve ricominciare ad allenarsi mesi prima dell'esame, per evitare crampi, illeggibilità e lentezza eccessiva.

Impatto delle nuove regole sulle sessioni d'esame

Le nuove disposizioni modificano anche l'organizzazione delle sessioni d'esame. Come discusso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano, le commissioni devono predisporre aule capienti per garantire il distanziamento adeguato e la regolarità delle prove in presenza.

Ogni candidato riceve comunicazione della sede d'esame con almeno 30 giorni di anticipo, permettendo di organizzare eventuali spostamenti. Le sedi sono distribuite sul territorio nazionale secondo criteri di prossimità rispetto al domicilio dichiarato dal praticante.

Calendario e tempistiche

Le sessioni d'esame si svolgono due volte l'anno:

  • Sessione invernale (novembre-dicembre)
  • Sessione estiva (maggio-giugno)

Le iscrizioni chiudono rispettivamente a settembre e marzo, con pubblicazione del calendario dettagliato almeno 60 giorni prima della prima prova scritta.

Questa cadenza semestrale offre ai praticanti più opportunità di tentare l'esame senza attendere un anno intero in caso di bocciatura, accelerando potenzialmente l'accesso alla professione.

Deontologia e ordinamento nella prova orale

L'enfasi sulla deontologia forense rappresenta un elemento caratterizzante del nuovo esame avvocato 2026. Non basta conoscere le norme processuali: serve padroneggiare il Codice Deontologico Forense e comprendere i principi che regolano la professione.

Durante l'orale, la commissione può sottoporre casi deontologici complessi:

  • Conflitti di interesse
  • Segreto professionale e suoi limiti
  • Doveri verso il cliente e verso la controparte
  • Gestione degli anticipi e del mandato
  • Rapporti con i colleghi e dovere di lealtà

Le risposte devono dimostrare non solo conoscenza normativa, ma anche sensibilità etica e capacità di orientarsi in situazioni grigie dove i principi entrano in tensione reciproca.

Ordinamento professionale e pratico

Anche l'ordinamento professionale assume rilevanza maggiore. I candidati devono conoscere:

  • Struttura e funzionamento degli Ordini territoriali
  • Ruolo e competenze del CNF
  • Sistema disciplinare e procedimenti
  • Formazione continua obbligatoria
  • Accesso alla professione e limitazioni

Questi temi, spesso sottovalutati nella preparazione tradizionale, possono fare la differenza tra un orale brillante e uno appena sufficiente.

Specializzazione vs trasversalità

Il nuovo esame avvocato 2026 cerca un equilibrio tra specializzazione (nella materia scelta per gli scritti) e trasversalità (richiesta all'orale). Questa impostazione riflette la realtà professionale moderna, dove gli avvocati tendono a specializzarsi ma devono comunque possedere competenze di base in tutti gli ambiti.

Per i penalisti, ad esempio, significa:

  • Approfondimento massimo su diritto e procedura penale per le prove scritte
  • Studio di base ma solido su elementi di civile e amministrativo per l'orale
  • Preparazione accurata su deontologia e ordinamento, comuni a tutti

Questa struttura favorisce chi sa organizzare lo studio in modo progressivo e strategico, dedicando il tempo maggiore alla materia principale ma senza trascurare completamente le altre.


Il nuovo esame avvocato 2026 rappresenta una sfida impegnativa ma affrontabile con metodo, costanza e una preparazione mirata sulle specificità delle prove. Per massimizzare le probabilità di successo, soprattutto se ti occupi di altre materie o disponi di poco tempo, serve un percorso formativo strutturato con correzioni analitiche e rapporto diretto con docenti esperti. M2Law S.r.l. offre proprio questo: classi ridotte, correzioni riga per riga su sostanza, struttura e forma, e un metodo ottimizzato per affrontare tracce che contengono il doppio delle questioni ufficiali, preparandoti al meglio per ogni evenienza.