Il 12 giugno 2026 segna una svolta per l'abilitazione forense in Italia. Il Decreto-Legge n. 100 del 12 giugno 2026 introduce modifiche sostanziali all'esame di avvocato, ribaltando la struttura che dal 2022 prevedeva una sola prova scritta. Il dl 12 giugno 2026 porta con sé un ritorno al passato, reintroducendo due prove scritte e ridisegnando l'intero percorso di abilitazione. Per chi sta completando la pratica forense o si prepara a sostenere l'esame, le novità sono rilevanti e richiedono un immediato adeguamento della strategia di studio. Vediamo nel dettaglio cosa comporta questa riforma e quali ricadute pratiche avrà sui candidati.
Le novità del dl 12 giugno 2026 sull'esame d'avvocato
Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 giugno 2026 modifica radicalmente la prova scritta dell'esame forense. Il testo ufficiale pubblicato in Gazzetta Ufficiale stabilisce il ritorno a due prove scritte distinte, abbandonando il modello introdotto quattro anni fa.
Struttura delle nuove prove scritte
La riforma prevede l'articolazione seguente:
- Prima prova scritta: redazione di un parere motivato in una materia a scelta tra diritto civile, penale o amministrativo
- Seconda prova scritta: redazione di un atto giudiziario in una materia diversa da quella scelta per la prima prova
- Durata: sette ore per ciascuna prova, con utilizzo del codice commentato
- Valutazione: punteggio minimo di 30/50 per ciascuna prova per accedere all'orale
Questa struttura richiede ai candidati una preparazione più ampia rispetto al modello precedente. Non basta più padroneggiare una sola materia: serve competenza trasversale su almeno due ambiti del diritto.
| Elemento | Vecchio modello (2022-2025) | Nuovo modello (dal 2026) |
|---|---|---|
| Numero prove scritte | 1 | 2 |
| Materie richieste | 1 | 2 (diverse tra loro) |
| Tipologie elaborato | Parere o atto | Parere + atto |
| Durata totale | 7 ore | 14 ore (7+7) |
| Soglia superamento | 30/50 | 30/50 per ciascuna prova |
Motivazioni della riforma
Il legislatore ha giustificato il ritorno alle due prove scritte con l'esigenza di verificare una preparazione più completa e bilanciata. La relazione tecnica allegata al decreto evidenzia come il modello a prova unica abbia mostrato limiti nel garantire un livello adeguato di competenza trasversale.
L'obiettivo dichiarato è selezionare professionisti in grado di affrontare questioni complesse anche al di fuori della propria area di specializzazione. Una scelta coerente con la natura generalista della professione forense.
Conseguenze pratiche per i candidati
Il dl 12 giugno 2026 impone un ripensamento completo del percorso di preparazione. Chi aveva programmato lo studio su una sola materia deve ora riorganizzare tempi e priorità.
Impatto sulla pianificazione dello studio
Il carico di lavoro aumenta in modo significativo. Preparare due materie richiede:
- Raddoppio del tempo dedicato allo studio teorico delle diverse discipline
- Esercitazione su tipologie diverse di elaborato (parere e atto)
- Approfondimento della giurisprudenza su almeno due aree del diritto
- Padronanza di schemi e formulari per entrambe le materie scelte
Per i praticanti che lavorano in studi specializzati, questa novità rappresenta una sfida particolare. Chi si occupa esclusivamente di penale dovrà studiare civilistica o diritto amministrativo da zero.
Scelta delle materie
La strategia nella scelta delle materie diventa cruciale. Alcune combinazioni sono più vantaggiose di altre:
- Civile + Penale: le due materie più richieste negli studi legali, con ampie sovrapposizioni in tema di diritto probatorio
- Civile + Amministrativo: sinergie su procedimenti cautelari e contenzioso
- Penale + Amministrativo: convergenze in ambito sanzionatorio e diritto dell'ambiente
Consiglio pratico: privilegia materie con punti di contatto nella tua esperienza di praticantato. Se hai seguito procedimenti che toccano più aree, sfrutterai conoscenze già acquisite.
Tempistiche e applicazione della riforma
Un aspetto fondamentale riguarda l'entrata in vigore delle nuove disposizioni. Il dl 12 giugno 2026 stabilisce l'applicazione immediata, con effetti sulla sessione d'esame del dicembre 2026.
Calendario delle prossime sessioni
| Sessione | Prove scritte | Applicazione nuovo modello |
|---|---|---|
| Giugno 2026 | Già svolta | No |
| Dicembre 2026 | Novembre 2026 | Sì |
| Giugno 2027 | Maggio 2027 | Sì |
Chi avrebbe sostenuto l'esame a dicembre 2026 ha solo cinque mesi per adattarsi. Il tempo è ridotto e richiede un approccio intensivo.
Per i praticanti al secondo anno, il corso intensivo per la preparazione delle prove scritte offre una soluzione mirata, con simulazioni settimanali che replicano le condizioni d'esame e correzioni analitiche riga per riga.
Regime transitorio
Il decreto prevede una disciplina speciale per chi ha già tentato l'esame con il vecchio ordinamento. I candidati che abbiano superato solo l'orale nel 2026 potranno ripetere lo scritto con il nuovo formato, mantenendo valida la prova orale per una sessione.
Questa previsione tutela chi si trova a metà del percorso, evitando penalizzazioni eccessive. Tuttavia, la conservazione dell'orale vale solo per la sessione immediatamente successiva.
Altri contenuti del decreto oltre l'esame forense
Il dl 12 giugno 2026 non si limita alla riforma dell'esame d'avvocato. Il decreto contiene misure urgenti su temi di ampia portata, dall'immigrazione alla giustizia civile e penale.
Patto UE su migrazione e asilo
Una parte rilevante del provvedimento riguarda l'attuazione del Patto UE su migrazione e asilo. Il decreto introduce:
- Nuove procedure di screening alle frontiere esterne
- Criteri uniformi per la valutazione delle domande di protezione internazionale
- Meccanismi di solidarietà tra Stati membri nella gestione dei flussi migratori
- Norme sull'accoglienza e la tutela dei minori non accompagnati
Queste disposizioni hanno ricadute dirette sulla pratica forense, specialmente per chi opera nel diritto dell'immigrazione. La conoscenza del quadro normativo aggiornato diventa essenziale per affrontare i procedimenti davanti alle commissioni territoriali.
Modifiche al processo civile e penale
Il decreto interviene anche su aspetti processuali, con l'obiettivo di accelerare i tempi della giustizia:
- Digitalizzazione integrale del fascicolo processuale penale
- Estensione dell'udienza da remoto anche ai procedimenti in dibattimento
- Semplificazione delle notifiche telematiche nel processo civile
- Rafforzamento degli organici degli uffici giudiziari nelle aree più critiche
Attenzione: per i candidati all'esame d'avvocato, queste novità processuali rappresentano materiale d'esame. La giurisprudenza e la prassi applicativa nei primi mesi di vigore del decreto saranno decisive.
Preparazione operativa alle nuove prove
Affrontare due prove scritte richiede un metodo diverso rispetto al modello precedente. Non basta moltiplicare per due le ore di studio: serve un approccio strategico.
Organizzazione del tempo
La gestione del tempo diventa il fattore critico. Ecco una distribuzione efficace:
- 40% del tempo: studio teorico e aggiornamento giurisprudenziale
- 50% del tempo: esercitazioni pratiche (pareri e atti)
- 10% del tempo: ripasso e consolidamento degli schemi
Le simulazioni devono essere frequenti. Almeno una prova completa a settimana su ciascuna materia, con correzione analitica degli errori.
Materiali di studio
La scelta dei materiali fa la differenza. Privilegia:
- Codici commentati aggiornati al 2026, comprensivi delle ultime riforme
- Formulari ragionati, non semplici fac-simile
- Rassegne di giurisprudenza tematiche sulle questioni più ricorrenti
- Tracce degli anni precedenti con soluzioni commentate
Evita manuali troppo teorici. All'esame serve padronanza operativa, non conoscenza enciclopedica.
Criticità della riforma e prospettive future
Il dl 12 giugno 2026 non è immune da critiche. Diverse voci del mondo forense hanno sollevato perplessità sulla tempistica e sulle modalità di attuazione.
Obiezioni della dottrina
I principali rilievi riguardano:
- Tempi stretti per l'adeguamento dei candidati già in fase avanzata di preparazione
- Difficoltà organizzative per le commissioni d'esame, chiamate a valutare il doppio degli elaborati
- Rischio di abbassamento del livello medio, con candidati costretti a una preparazione superficiale su due materie anziché approfondita su una
- Disparità di trattamento rispetto a chi ha sostenuto l'esame negli anni precedenti con il modello più agevole
Alcune di queste critiche trovano fondamento nei dati. Le statistiche sulle percentuali di superamento delle prove potrebbero risentire negativamente della maggiore complessità.
Possibili sviluppi normativi
Non è escluso che nei prossimi mesi intervengano correttivi. La conversione in legge del decreto potrebbe portare modifiche, soprattutto sul regime transitorio.
Alcuni parlamentari hanno già annunciato emendamenti per:
- Estendere il periodo di validità della prova orale superata
- Introdurre sessioni straordinarie per chi aveva programmato l'esame con il vecchio modello
- Prevedere corsi di preparazione gratuiti organizzati dagli Ordini territoriali
L'evoluzione legislativa va monitorata con attenzione nei prossimi mesi.
Consigli pratici per massimizzare le probabilità di successo
Di fronte alle novità introdotte dal dl 12 giugno 2026, una preparazione mirata e personalizzata diventa indispensabile. Ecco alcune indicazioni operative:
Sfrutta le sinergie tra materie
Molti istituti si ritrovano in più ambiti del diritto. Esempi:
- Prove: regole comuni su onere, ammissibilità e valutazione
- Termini processuali: meccanismi di decorrenza e sospensione simili
- Impugnazioni: principi generali applicabili nel civile, penale e amministrativo
- Misure cautelari: periculum in mora e fumus boni iuris come requisiti trasversali
Studiare in modo integrato questi aspetti riduce il carico complessivo e consolida la comprensione.
Utilizza le correzioni come strumento principale
Le esercitazioni senza feedback puntuale sono tempo sprecato. La correzione analitica, riga per riga, ti permette di:
- Individuare errori ricorrenti nella struttura dell'elaborato
- Perfezionare il linguaggio tecnico-giuridico
- Capire dove la motivazione risulta insufficiente
- Migliorare la gestione del tempo in sede d'esame
Una correzione efficace non si limita al voto finale. Deve indicarti esattamente cosa e come migliorare.
Confrontati con docenti esperti
I tutor e i correttori automatici non bastano. Servono professionisti che praticano quotidianamente le materie d'esame e conoscono i criteri valutativi delle commissioni.
Il rapporto diretto con i docenti responsabili garantisce risposte immediate e consigli personalizzati. Classi piccole, come quelle proposte dalla scuola forense M2Law, permettono un'interazione costante e una preparazione realmente su misura.
Simula le condizioni reali d'esame
Allenarsi a casa, con i tempi dilatati e il codice sempre aperto, non prepara alle condizioni effettive. Programma simulazioni in cui:
- Rispetti rigorosamente le sette ore disponibili
- Utilizzi solo i codici ammessi (senza annotazioni eccessive)
- Scrivi a mano o al computer, secondo le modalità previste dalla tua commissione
- Affronti tracce complesse, con più questioni intrecciate
La ripetizione delle simulazioni in condizioni realistiche crea automatismi che riducono lo stress il giorno dell'esame.
Impatto sulle diverse categorie di candidati
Le modifiche introdotte dal dl 12 giugno 2026 non colpiscono tutti allo stesso modo. Vediamo le ricadute sulle principali categorie.
Praticanti al primo anno
Per chi ha appena iniziato la pratica, il nuovo modello rappresenta lo scenario di riferimento. Non ci sono adattamenti da fare: la preparazione parte già su due materie.
Vantaggio: possibilità di distribuire lo studio su tre anni, senza l'urgenza di chi deve sostenere l'esame a breve.
Praticanti al secondo anno
Questa categoria affronta la situazione più delicata. Molti avevano programmato la preparazione su una sola materia, confidando nel modello a prova unica. Ora devono rivedere tutto in pochi mesi.
Strategia consigliata: intensificare lo studio nelle settimane estive, dedicando almeno quattro ore al giorno alla seconda materia. Sfruttare settembre e ottobre per le simulazioni incrociate.
Candidati che ripetono l'esame
Chi ha già tentato senza successo conosce la struttura delle prove e i criteri valutativi. Tuttavia, il passaggio a due prove scritte impone un cambio di passo.
Opportunità: l'esperienza maturata nella sessione precedente può essere capitalizzata, concentrando gli sforzi sugli aspetti critici emersi nelle correzioni.
Professionisti già abilitati all'estero
Per chi proviene da ordinamenti stranieri e deve sostenere l'esame di abilitazione in Italia, il dl 12 giugno 2026 alza l'asticella. La preparazione richiede un investimento maggiore, soprattutto per chi non ha familiarità con il diritto italiano.
Consiglio: privilegiare materie in cui esistano affinità con l'ordinamento di origine, per ridurre il gap formativo.
Il dl 12 giugno 2026 segna un cambio di rotta nella selezione degli avvocati italiani, imponendo una preparazione più ampia e articolata. Per affrontare con successo le nuove prove serve un metodo solido, materiali aggiornati e, soprattutto, correzioni puntuali che indichino esattamente dove e come migliorare. M2Law S.r.l. è accreditata a livello nazionale dal CNF e offre una formazione personalizzata in diritto e procedura penale, con classi ridotte, correzioni analitiche riga per riga e un rapporto diretto con i docenti responsabili, per massimizzare le tue probabilità di successo anche con poco tempo a disposizione.